Consonanze e atmosfere: Burgess, Vargas Llosa, Faulkner

Luigi Salerno:

Leggendo e inoltrandomi nella lettura avvincente de La casa verde, di Mario Vargas Llosa, ho rivissuto le atmosfere e la freschezza de La trilogia malese, di Burgess, (i tre romanzi nati e sviluppati come testimonianza dei quattro anni di permanenza di Anthony Burgess in Malaysia quando, da insegnante incaricato, si trovò ad assistere al pieno processo di mutamento e di trasformazioni storiche, politiche e sociali del paese), e per la fluidità e la modernità dei dialoghi e della struttura stilisitica, anche qualcosa de La paga del soldato, di Faulkner. Sensazioni forse rievocate dalle luci della storia e delle vecchie altre storie delle quali ogni storia al mondo è impregnata, di scritte, di mai scritte, di non ancora scritte ma che sono già nell’aria, e che sono ritornate a rivivere grazie a quell’ultima, per uno strano meccanismo di scintillio e di consonanza fra zone linguistiche e geografiche anche lontane (L’Asia di Burgess e l’America meridionale di Vargas Llosa), ma che sperimentate dentro qualcuno ritrovano tra di loro un certo nesso, una rispondenza, anche solo per qualche piccolo punto, un solo dettaglio un profumo o una freschezza comune che poi le confonde.

Now read on…

 

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